La bolla dei tulipani

Tulipanomania: la prima bolla speculativa della storia

Nel 1637 un bulbo di tulipano costava quanto una casa sui canali di Amsterdam, ma poche settimane dopo non valeva quasi più nulla.

Nel gennaio 1637 un singolo bulbo di Semper Augustus raggiunse i 10.000 fiorini olandesi, circa sessanta volte il reddito annuale di un artigiano qualificato, il 3 febbraio gli acquirenti smisero di presentarsi alle aste e i prezzi crollarono in modo verticale nel giro di giorni.

La tulipanomania olandese è la prima bolla speculativa documentata della storia, e la sua struttura è identica a tutte quelle che sono venute dopo, sebbene non abbia realmente attaccato l’economia olandese, perchè coinvolgeva tantissimi soldi, ma pochissime persone benestanti, ma il punto è un altro.

L’economia comportamentale riconosce in questo schema un problema di coordinazione, ogni acquirente comprava perché si aspettava che il prossimo avrebbe comprato a un prezzo più alto, e finché l’aspettativa si confermava il comportamento individuale risultava razionale.

Il valore del bulbo aveva smesso di avere qualsiasi relazione con l’oggetto in sé perchè dipendeva interamente dalla fiducia collettiva nella continuità del gioco, ma quando la fiducia si interruppe, la catena si spezzò all’istante, e la razionalità individuale che sostenne il sistema diventò la stessa forza che lo demolì, perché ognuno vendette con la stessa logica con cui prima correva a comprare.

Le bolle speculative sono sempre un fenomeno di aspettative che si autoalimentano fino al punto in cui il primo dubbio le dissolve tutte insieme.

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